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Progetto Picotener Nebbiolo

Il Nebbiolo è una delle più interessanti varietà autoctone piemontesi.

Lavorando in particolare su Barolo, Barbaresco e Roero abbiamo riscoperto una speciale sottovarietà di questa uva così complessa: il Picotener o, come familiarmente lo chiamiamo, il “Nebbiolo dimenticato”.

Enrico Serafino è il primo produttore a proporre il Picotener Langhe Nebbiolo doc riconsegnandogli una nuova prestigiosa opportunità.

Nebbiolo: una varietà autoctona

Tra le migliaia di differenti cultivar presenti al mondo, il Nebbiolo è una tra le più prestigiose ed è universalmente riconosciuta per la produzione di vini rossi di grande complessità.

La prima testimonianza storica relativa a questa uva è un documento del 1266 conservato nel Castello di Rivoli (in provincia di Torino). Per questo motivo, oltre che per la grande diffusione nella regione, gli studiosi considerano il Nebbiolo come una varietà autoctona Piemontese e parte integrante di ciò che chiamiamo Attitudine Piemontese.

Da sempre, il Nebbiolo viene qualificato con l’aggiunta del preciso biotipo (o sottovarietà). È infatti molto comune trovare testimonianze e descrizioni che parlano di Nebbiolo “Lampia”, “Michet”, “Rosé”, o “Bolla”.

L'importanza della sottovarietà

Un recente articolo pubblicato nel Dicembre 2017 dalla Rivista Scientifica Nature (scaricabile nella Sezione Ratings, Press e Downloads) riporta la mappatura completa del genoma del Nebbiolo e conferma alcuni importanti aspetti legati ai diversi Biotipi.

I risultati definiscono l’esistenza di molte differenze nei caratteri genetici delle singole sottovarietà a cui corrispondono vini molto diversi. Con questo viene sancita scientificamente l’importanza dei biotipi in questo vitigno, cosa già ampiamente conosciuta a livello empirico.

Il secondo risultato rilevante è l’inserimento del Picotener nel panel delle tre sottovarietà più rappresentative dello spettro dei Nebbioli da sottoporre ad analisi.

Il raro "nebbiolo dimenticato"

Il Picotener, in particolare, risulta essere molto diverso dalle altre sottovarietà di Nebbiolo e mostra alcune caratteristiche distintive quali:
Resa produttiva inferiore;
– Vigore vegetativo più basso;
Resistenza a climi severi più elevata;
– Produzione di vini dall’aroma molto ampio;
– Produzione di vini dal colore più intenso.

Da questi risultati si può intuire perché, nel tempo, questo biotipo di Nebbiolo sia diventato molto raro. Complesso da allevare, colmo di difficoltà e con rese ridotte i produttori si sono arresi. Anche le Autorità si sono dimenticate del Picotener prese come erano a regolare biotipi ben più diffusi quali Lampia e Michet.

Venendo meno la sua diffusione il termine Picotener o Picoutener è stato anche usato, in modo totalmente errato, come sinonimo di Nebbiolo tout-court.

Ha senso riscoprire il Picotener?

Enrico Serafino è il primo produttore a proporre il Picotener Langhe Nebbiolo doc riconsegnandogli una nuova prestigiosa opportunità. Da anni lavoriamo a questo progetto in cui crediamo fermamente. Proprio queste difficoltà ci avevano incuriosito alcuni anni fa spingendoci a piantare due vigneti di Picotener che abbiamo vinificato a livello sperimentale già nelle vendemmie 2015 e 2016 per verificarne il valore qualitativo e definirne il processo tecnico di affinamento.

L’articolo di Nature è stata una vera sorpresa e la conferma che quanto la passione ci spingeva a fare poteva veramente essere una cosa giusta.

Abbiamo riscoperto il Picotener perché:
– è un Nebbiolo diverso;
– può influenzare e interessare tutto il Territorio;
– è autoctono e pertanto espressione vera del Piemonte;
– è nato e cresciuto nel Canavese come il nostro fondatore Enrico Serafino a cui ci sentiamo di doverlo dedicare.
– è la conferma della dedizione della Enrico Serafino per la continua ricerca di vigneti, uve e vini interessanti come parte dell’Attitudine Piemontese.